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C'è un pericolo Sharia in Europa?

In Inghilterra l’islam vorebbe imporre le sue leggi e il “Times” lancia l’allarme.  


 

Il volantino distribuito a Burnley dal politico locale Muhammad Shahid Mahmood non è passato inosservato. La domanda è diretta: «Perché hai paura della sharia?». E ancora: la legge inglese, a suo dire, sarebbe già in parte simile a quella islamica.

Ma il punto non è il volantino. Il punto è ciò che accade già oggi.

Nel Regno Unito esistono consigli islamici che operano parallelamente al sistema legale. Non sono tribunali ufficiali, ma intervengono su questioni familiari e personali, incidendo concretamente sulla vita di chi vi si rivolge. Questo è un dato di fatto.

Altro dato: i cosiddetti crimini d’onore esistono anche in Europa. Nel Regno Unito vengono registrate ogni anno centinaia di segnalazioni legate a violenze motivate da dinamiche familiari e culturali. Non sono casi teorici. Sono episodi reali, documentati, che coinvolgono soprattutto donne.

Altro elemento: i matrimoni forzati. Anche questi sono riconosciuti come problema concreto dalle autorità britanniche, che hanno istituito unità dedicate per contrastarli. Se esiste una task force pubblica, significa che il fenomeno è reale.

E ancora: il tema della segregazione femminile in alcuni contesti comunitari. Non è legge dello Stato, ma è una pratica che emerge in diverse inchieste giornalistiche e rapporti istituzionali. Donne con libertà limitate, con accesso ridotto all’istruzione o alla vita sociale.

Spostandoci in Germania, emergono altri fatti. La poligamia non è legale. Tuttavia, esistono casi documentati di famiglie strutturate secondo modelli poligamici di fatto, che interagiscono con il sistema di welfare. I sussidi vengono erogati secondo le norme vigenti, ma il risultato concreto è che situazioni non riconosciute formalmente finiscono comunque per essere sostenute economicamente.

Questi non sono giudizi. Sono fatti. Ignorarli non li cancella.

  • Dire che i crimini d’onore esistono non è propaganda.
  • Dire che i matrimoni forzati esistono non è razzismo.
  • Dire che esistono strutture parallele di natura religiosa non è allarmismo.

Sono elementi che pongono una questione precisa: come si conciliano pratiche culturali e religiose con sistemi giuridici fondati su diritti individuali non negoziabili?

La risposta non può essere ideologica. Non può essere né la negazione né l’esagerazione.

Può essere solo una: riconoscere i fatti per quello che sono e affrontarli con strumenti giuridici e politici adeguati.


Fonti ufficiali (UK – governo)

Nel solo 2025, il governo britannico ha gestito oltre 1.200 segnalazioni legate a matrimoni forzati e pratiche affini, con centinaia di casi concreti seguiti direttamente. Un fenomeno reale, documentato e in parte sommerso, che colpisce soprattutto donne e minori e che si verifica anche all’interno del Regno Unito.

🔹 Matrimoni forzati (dato centrale)

  • Forced Marriage Unit – Home Office & FCDO

    Nel 2025:

    • 1.295 segnalazioni complessive
    • 406 casi con assistenza diretta
    • 74% delle vittime sono donne
    • casi anche interamente avvenuti nel Regno Unito (14%)

👉 Fonte primaria:
Forced Marriage Unit statistics 2025


🔹 Trend negli anni

  • 2024: 240 casi seguiti direttamente
  • 2023: 283 casi
  • 2022: 302 casi

👉 Dato importante:
Le statistiche ufficiali sottolineano che il fenomeno è “nascosto” e sottostimato


Cosa dimostrano queste fonti (senza interpretazioni)

✔️ I matrimoni forzati:

  • esistono nel Regno Unito
  • coinvolgono centinaia di casi ogni anno
  • colpiscono soprattutto donne e minorenni
  • avvengono anche all’interno del Paese, non solo all’estero

✔️ Il fenomeno:

  • è riconosciuto dallo Stato
  • è considerato una forma di abuso

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